Si, anche se il tuo cuore è a pezzi, anche se ti sembra che ti stia per scoppiare la testa, anche se ogni passo in questo mondo ti sembra solo un ulteriore passo verso il niente, lo spettacolo deve continuare.
Sono tornata a prove... mi sono presentata lì al massimo della forma, anche se c'era Lui... SOPRATTUTTO perchè c'era lui...
Ho due chili in meno dall'ultima volta che mi ha vista (lunedì sera), ho un top strepitoso che si incrocia sulla schiena... sono spledida, sono al massimo...
... e appena lo vedo mi sento piegare le ginocchia....
Così per il resto della sera non ho più girato la testa dalla sua parte... Penserà che me la tiro? Pensa quello che vuoi, pensa che sono una stronza, pensa che sono incazzata, pensa tutto ciò che ti rafforza nel proposito di non chiamarmi... Ti amo anima mia, per questo non posso guardarti... Ti amo con tutta me stessa, ma non posso dirtelo...
Due ore e mezza di danza, senza fermarmi un solo istante. Anche quando le altre facevano pausa io continuavo a danzare, danzare, danzare, senza fermarmi mai.
Ogni tenerezza, ogni sentimento, ogni emozione, ogni battito del mio cuore, ogni respiro... è ancora tutto nelle sue mani e, ovunque lui sia, queste cose sono con lui... si porta dietro la parte migliore di me.
La mia anima è morta, prosciugata... ma il mio corpo è vivo, e freme al ritmo della musica... si slancia, si flette, si torce, VIVE. Il top è zuppo, i muscoli fanno male, ma è giusto così... è meglio sentire il dolore del corpo, quel dolore che col tempo ti diventa amico, è un dolce pulsare di tutti i tuoi nervi, un tirar di tendini,un tepore diffuso in ogni fibra muscolare... è dolce quel dolore e, per qualche istante, o qualche ora se ti va bene, ti fa dimenticare l'amara sofferenza che hai dentro, quel buco che si è aperto in te e che ti congela finanche le lacrime negli occhi, cosicchè nessuno possa vederle scendere...
Andiamo via, lui trova una scusa per rimanere solo con me... tutto in un minuto... Lo saluto... Mi dice "Aspetta, fatti almeno abbracciare, salutiamoci da amici"... mi faccio stringere... cedo, le mie mani sono attorno al suo collo, lui stringe a se il mio corpo sudato... mi bacia sulla guancia, poi all'angolo della bocca... mi stacco di colpo "E' ora che me ne vada, ciao" di fretta, senza voltarmi, senza più guardarlo, salgo in macchina, chiudo lo sportello, accendo, parto... tutto in una mossa, tutto perchè il vuoto resti indietro almeno per qualche minuto. Ma quel bastardo corre più veloce, sempre più veloce, e non ti raggiunge, ti precede... ti volti indietro per vedere se ti sta raggiungendo e quando guardi avanti è lì che ti aspetta. Allora avanti, fai ancora qualcosa, corri, fai il giro dell'isolato una volta, due, quattro, dieci... fatti pulsare le tempie, non fermarti finchè non vedi tante rose nere sbocciarti davanti agli occhi.
Se è destino che sia così, così sia... d'altro canto la strada che ho intrapreso mirava a questo... ad essere nient'altro che corpo, una macchina perfetta, perfettamente assemblata, il tripudio del moto perpetuo, un'opera talmente superiore che va avanti all'infinito senza bisogno di attingere energia in nessun luogo.
Così sia.
E voi che mi giudicate siate clementi, se potete, cercate di guardare oltre a tutto ciò... lasciate perdere la macchina, ignorate la ragazzina intrappolata in essa, cercate di scoprire, di trovare, la mia vera bellezza, la mia vera umanità... cercatela nelle sue mani...
Sono tornata a prove... mi sono presentata lì al massimo della forma, anche se c'era Lui... SOPRATTUTTO perchè c'era lui...Ho due chili in meno dall'ultima volta che mi ha vista (lunedì sera), ho un top strepitoso che si incrocia sulla schiena... sono spledida, sono al massimo...
... e appena lo vedo mi sento piegare le ginocchia....
Così per il resto della sera non ho più girato la testa dalla sua parte... Penserà che me la tiro? Pensa quello che vuoi, pensa che sono una stronza, pensa che sono incazzata, pensa tutto ciò che ti rafforza nel proposito di non chiamarmi... Ti amo anima mia, per questo non posso guardarti... Ti amo con tutta me stessa, ma non posso dirtelo...
Due ore e mezza di danza, senza fermarmi un solo istante. Anche quando le altre facevano pausa io continuavo a danzare, danzare, danzare, senza fermarmi mai.
Ogni tenerezza, ogni sentimento, ogni emozione, ogni battito del mio cuore, ogni respiro... è ancora tutto nelle sue mani e, ovunque lui sia, queste cose sono con lui... si porta dietro la parte migliore di me.
La mia anima è morta, prosciugata... ma il mio corpo è vivo, e freme al ritmo della musica... si slancia, si flette, si torce, VIVE. Il top è zuppo, i muscoli fanno male, ma è giusto così... è meglio sentire il dolore del corpo, quel dolore che col tempo ti diventa amico, è un dolce pulsare di tutti i tuoi nervi, un tirar di tendini,un tepore diffuso in ogni fibra muscolare... è dolce quel dolore e, per qualche istante, o qualche ora se ti va bene, ti fa dimenticare l'amara sofferenza che hai dentro, quel buco che si è aperto in te e che ti congela finanche le lacrime negli occhi, cosicchè nessuno possa vederle scendere...
Andiamo via, lui trova una scusa per rimanere solo con me... tutto in un minuto... Lo saluto... Mi dice "Aspetta, fatti almeno abbracciare, salutiamoci da amici"... mi faccio stringere... cedo, le mie mani sono attorno al suo collo, lui stringe a se il mio corpo sudato... mi bacia sulla guancia, poi all'angolo della bocca... mi stacco di colpo "E' ora che me ne vada, ciao" di fretta, senza voltarmi, senza più guardarlo, salgo in macchina, chiudo lo sportello, accendo, parto... tutto in una mossa, tutto perchè il vuoto resti indietro almeno per qualche minuto. Ma quel bastardo corre più veloce, sempre più veloce, e non ti raggiunge, ti precede... ti volti indietro per vedere se ti sta raggiungendo e quando guardi avanti è lì che ti aspetta. Allora avanti, fai ancora qualcosa, corri, fai il giro dell'isolato una volta, due, quattro, dieci... fatti pulsare le tempie, non fermarti finchè non vedi tante rose nere sbocciarti davanti agli occhi.

Se è destino che sia così, così sia... d'altro canto la strada che ho intrapreso mirava a questo... ad essere nient'altro che corpo, una macchina perfetta, perfettamente assemblata, il tripudio del moto perpetuo, un'opera talmente superiore che va avanti all'infinito senza bisogno di attingere energia in nessun luogo.
Così sia.
E voi che mi giudicate siate clementi, se potete, cercate di guardare oltre a tutto ciò... lasciate perdere la macchina, ignorate la ragazzina intrappolata in essa, cercate di scoprire, di trovare, la mia vera bellezza, la mia vera umanità... cercatela nelle sue mani...
1 commento:
Esatto,"lo spettacolo deve continuare"-è questa la filosofia giusta.
Ma sai che anch'io ho ballato per lungo tempo?ginnastica artistica,danza classica...finchè la mia anima da ragazzaccia non si è ribellata e ha fatto crollare tutti i bei piani di mamma."Ecchissene?!"-in effetti...
La macchina,però,non è il corpo,bensì la mente-in funzione della quale il primo deve lavorare.Parte tutto da lì.Lo dicevano pure i Romani.E tu possiedi una bella macchina,pertanto il resto segue a ruota.
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